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La Minuta #21

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  Scivola sinuosa, serpe selvaggia. Strisciante sibila senza sosta. Scatta, salta, saetta, s'attacca, sei secondi, sei secco, senza speranza. Serpe selvaggia, staccati stronza.

La Minuta #20

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  Ho assaporato ogni istante trascorso di fronte a te, quasi chino a rendere onore alle tue forme, alle tue rotondità. Quando ti ho vista, in mezzo a tutte le altre, hai colpito la mia immaginazione, e il mio pensare era pervaso di te. Così ti ho presa e portata a casa, ho messo su di te le mie labbra e ti ho chiamata di morsi lascivi, speranzoso che a letto sarebbe stato l'idillio. Mai avrei immaginato, da quel preliminare famelico e passionale, che avresti dominato la notte privandomi del giusto sonno. Men che meno che mi avresti preso di pancia, gonfiandomi di te per lasciarmi poi  in fiamme come uno Zeppelin. Hai ricambiato il mio amore con la sofferenza. Pizza di merda.

La Minuta #19

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  Una storia minuta non è altro che l'eiaculazione precoce di un narratore nella sua adolesc... OH CAZZO!

La Minuta #18

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  Caddero copiose le lacrime di lei, dalle iridi turchine scivolarono giù per le gote, e da lì il vuoto. Ed il distillato di tristezza che erano tali gocce incrociò i raggi caldi del sole al tramonto. La luce calda si spezzò nella purezza del sentimento, spargendo chiazze di intenso arcobaleno attorno alla donna, donando un'egoistica infantile gioia a chi avrebbe dovuto consolarla.

La Minuta #17

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  Era appeso al cornicione da un po', a un'altezza in un certo senso apprezzabile, un’altezza di quelle che ti regalano il gusto dell'attesa. Per cinica precisione l’attesa che l'impatto con il terreno sottostante ti sparga un po' ovunque. L'uomo si era ben guardato dal chiedere aiuto, sarebbe stato socialmente un suicidio. Tuttavia qualche passante che aveva alzato lo sguardo al cielo per bestemmiare lo vide, la voce si sparse, non prima di venire depurata dalle bestemmie, e qualcuno, i meno cinici e indifferenti, decisero di dare una mano e aiutare. I meno intraprendenti invece scommisero su quanto sarebbe durato “l'uomo festone”, mentre quelli con maggior spirito imprenditoriale raccolsero le puntate dei primi. Qualcuno cercò la complicità di qualche abitante del palazzo per permettere ai curiosi di sporgersi per vedere più da vicino il malcapitato, previo pagamento di un modico biglietto. Fece in tempo a calare la sera e “l'uomo festone” tornò solo, ...

La Minuta #16

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  Era tutto nato da un'emicrania di lei. Si lamentava di "un cerchio alla testa", e lui sentì l'impellenza di risolvere il problema. E pensò bene di “squadrarle” il cranio con una morsa da falegname. Poi venne quell'altro tizio, affamato, che sentiva un profondo "buco allo stomaco". E lui glielo sistemò per bene:  tappò il buco piantandogli un ciocco di legno nella pancia. Infine ci fu quel tizio col cuore spezzato. Una siringata di colla in mezzo al petto pose fine alla sua sofferenza, in un certo senso. Si sparse la voce e gli onesti e devoti cittadini protestarono: che si trovasse una soluzione al problema dell’omicida letterale, perdindirindina!  L'ispettore incaricato di catturarlo non riusciva a cavare un ragno dal buco, così il killer gli spedì cento tarantole, in assoluto tra le più velenose. Il caso, per l’ispettore, continuava però a essere un tarlo nel cervello. Fu la svolta: l’omicida gli si presentò davanti pronto a riempirgli il cranio ...

La Minuta #15

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  "La vita è troppo breve per non essere vissuta!" Si ripetè. E tosto fece i bagagli, accalappiò un taxi e si diresse alla stazione dei treni. Nel determinato tentativo di assaporare il concetto di avventura fino in fondo, prese un biglietto a caso e raggiunse correndo il binario, di lì a poco il viaggio sarebbe iniziato! Arrivato alla banchina, anche se ansimante, era già pronto a balzare sulla carrozza, ma si bloccò, c'era un problema: mancava il treno, era in ritardo. Attese in piedi, valigia alla mano, pronto a salire in un balzo, senza perdere un solo istante. Poi attese poggiando la valigia a terra, non voleva bruciare subito tutte le energie, scrutava intensamente la direzione da cui sarebbe dovuto arrivare il treno. Attese quindi seduto sulla valigia, spostò lo sguardo dall’orizzonte al pannello degli arrivi: era segnalato un ritardo, ma era ormai scaduto, il treno sarebbe arrivato a momenti. Allora optò per attendere al bar della stazione, bevendo del whiskey, gu...