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La Minuta #16

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  Era tutto nato da un'emicrania di lei. Si lamentava di "un cerchio alla testa", e lui sentì l'impellenza di risolvere il problema. E pensò bene di “squadrarle” il cranio con una morsa da falegname. Poi venne quell'altro tizio, affamato, che sentiva un profondo "buco allo stomaco". E lui glielo sistemò per bene:  tappò il buco piantandogli un ciocco di legno nella pancia. Infine ci fu quel tizio col cuore spezzato. Una siringata di colla in mezzo al petto pose fine alla sua sofferenza, in un certo senso. Si sparse la voce e gli onesti e devoti cittadini protestarono: che si trovasse una soluzione al problema dell’omicida letterale, perdindirindina!  L'ispettore incaricato di catturarlo non riusciva a cavare un ragno dal buco, così il killer gli spedì cento tarantole, in assoluto tra le più velenose. Il caso, per l’ispettore, continuava però a essere un tarlo nel cervello. Fu la svolta: l’omicida gli si presentò davanti pronto a riempirgli il cranio ...

La Minuta #12

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  Era un figlio d'arte. Gangster il padre, gangster la madre, gangster pure il nonno che a fine carriera aveva preso dimora in un pilastro di cemento armato. Era l’ultimo rampollo di una famiglia che aveva costruito un impero su una dialettica a base di affermazioni forti: pugni, mazze e colpi di pistola.  Si era deciso ad avviare un pesante rebranding dell’attività: voleva abbandonare i metodi violenti e sanguinari. Odiava le armi da fuoco, troppo impersonali e rumorose a suo avviso,  rompevano l’intimità tra intimidatore ed intimidito; avrebbe preferito le armi bianche, ma come fare per gli schizzi di sangue, firmamento rosso sul candido volto delle sue camicie preferite? Non le avrebbe lavate. La dialettica uscì dal suo stesso concetto di metafora e divenne dialettica pura, concreta arma di persuasione. La prima cavia del nuovo metodo fu un allibratore, si era intascato dei soldi non suoi, ma nelle sue tasche i soldi, non suoi, non c’erano. Ecco che suo malgrado divenn...