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La Minuta #11

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 L'amerindo e il vaccaro si fronteggiavano da diversi minuti, indiano contro cow-boy, a distanza canonica, sotto il sole cocente, cliché di ogni duello. Il primo puntava l'arco, freccia incoccata e corda tesa, con l'occhio in linea con il dardo, il secondo a canna spianata, dritta davanti a sè, scrutava l'indigeno da dietro il cane del fucile. Incuranti dell'ambiente circostante e l'ambiente circostante abbastanza menefreghista rispetto a loro. I muscoli  gemevano, protestavano per gli straordinari a cui erano sottoposti. Negli occhi sbarrati divampavano incendi appiccati dalla polvere della prateria. Gocce di sudore solleticavano la pelle dei volti. Poi il lampo del magnesio. I due, stanchi ed esasperati, si voltarono d'intesa verso il fotografo e gli praticarono due nuovi fori sul cappello.

La Minuta #9

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Il narratore aveva ricevuto in dono un aneddoto da un'altra persona, o dalla vita, poco importa. Era un aneddoto come pochi, colorato da toni cupi e  catastrofici che mutavano diventando poi allegri e solari, alla prima annusata profumava di tensione, di luoghi chiusi e anche un poco di merda, ma dandogli tempo esplodeva in uno sbuffo di autoironia e lieto fine. Portandolo all'orecchio si sentiva un crescendo di archi e ottoni che culminava poi in assolo concitato di batteria, per finire nella spensierata strimpellata di un banjo. A tirarlo fuori così, al momento giusto e per un soldo, il narratore ci avrebbe vissuto per un bel pezzo. Ma decise di giocarsela diversamente. Lo nutrì per bene, l'aneddoto crebbe, prima lentamente e poi un po’ più veloce, al ritmo di un pettegolezzo sussurrato divenne, in men che non si dica, un'epopea. Il narratore lo analizzò da più angolazioni, si rese conto che ora era troppo grande, ed era divenuto informe. Lo mise a dieta, l'epopea...

La Minuta #5

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Il mare di notte era scosso e turbolento, le onde sembravano montagne. Il pescatore le osservò dal bassoverso l'alto ammirandone le cime imbiancate, poi sputò sulla banchina fradicia del porto. A carponi si calò sul pontile e poi nel peschereccio, e prese il mare. Il borbottío del motore della barca si perse nel frastuono della risacca, il battello si inerpicava tra un flutto e l'altro. Il pescatore sputò, arrampicandosi onda dopo onda. Le montagne pian piano divennero colline e poi increspature, il peschereccio raggiunse la quiete, il pescatore sputò. E gettò le reti.

La Minuta #4

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Il signorotto partì d'estate a girovagare per luoghi comuni e verificare se davvero fosse vero che tutto il mondo è paese, a quei tempi ci si divertiva con niente. Per aprir bocca e togliere ogni dubbio si caricò di frasi fatte, avrebbe acquistato anche della felicità, ma i soldi non danno la felicità, così li impiegò per risolvere un po' di problemi. Appassionato d'arte, di tanto in tanto si fermava a dipingere qualche immagine retorica e, di quando in quando, dove una volta era tutta campagna, col retino andava a catturare qualche locuzione verbale per la sua collezione. Purtroppo non c'erano più le mezze stagioni e passò dalle mezze maniche al capotto. Avrebbe voluto tornare a casa dolce casa, che non era assolutamente un albergo. Partì saltando i fossi per lungo ma non era più quello di una volta, e si rialzò fradicio: non è il caldo era l'umidità, pensò. Il signorotto andò quindi a teatro, lo spettacolo cominciò così bene che fu subito a metà dell'opera; i...