Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta booklover

La Minuta #9

Immagine
Il narratore aveva ricevuto in dono un aneddoto da un'altra persona, o dalla vita, poco importa. Era un aneddoto come pochi, colorato da toni cupi e  catastrofici che mutavano diventando poi allegri e solari, alla prima annusata profumava di tensione, di luoghi chiusi e anche un poco di merda, ma dandogli tempo esplodeva in uno sbuffo di autoironia e lieto fine. Portandolo all'orecchio si sentiva un crescendo di archi e ottoni che culminava poi in assolo concitato di batteria, per finire nella spensierata strimpellata di un banjo. A tirarlo fuori così, al momento giusto e per un soldo, il narratore ci avrebbe vissuto per un bel pezzo. Ma decise di giocarsela diversamente. Lo nutrì per bene, l'aneddoto crebbe, prima lentamente e poi un po’ più veloce, al ritmo di un pettegolezzo sussurrato divenne, in men che non si dica, un'epopea. Il narratore lo analizzò da più angolazioni, si rese conto che ora era troppo grande, ed era divenuto informe. Lo mise a dieta, l'epopea...

La Minuta #8

Immagine
L'uomo osservò l'albero: alto, ritto e imponente, lo sovrastava beffardo; da ore il boscaiolo tentava di abbatterlo per farlo suo, da ore l'albero non faceva una piega e se ne stava immoto e noncurante, forsanche un po' scazzato. L'uomo osservò l'albero con maggiore forza e intensità, l'albero non se ne accorse. L'uomo si mise quindi a pregare il dio dei cristiani, l'albero si dimostrò particolarmente ateo. Passò di là un viandante che derise l'uomo: era evidente che stava sbagliando preghiera e si offrì di insegnargliela. L'uomo pregò allora al modo del viandante, ma l'albero rimase dritto e fermo. In compenso rannuvolò e il viandante, impaurito dal maltempo, si affrettò a proseguire nel suo percorso, pregando sentitamente alla sua maniera di arrivare a casa prima che iniziasse a piovere. L'uomo continuò quindi a pregare da solo finché sopravvenne la stanchezza e si addormentò molto profondamente. Era esausto, e non si svegliò quand...

La Minuta #4

Immagine
Il signorotto partì d'estate a girovagare per luoghi comuni e verificare se davvero fosse vero che tutto il mondo è paese, a quei tempi ci si divertiva con niente. Per aprir bocca e togliere ogni dubbio si caricò di frasi fatte, avrebbe acquistato anche della felicità, ma i soldi non danno la felicità, così li impiegò per risolvere un po' di problemi. Appassionato d'arte, di tanto in tanto si fermava a dipingere qualche immagine retorica e, di quando in quando, dove una volta era tutta campagna, col retino andava a catturare qualche locuzione verbale per la sua collezione. Purtroppo non c'erano più le mezze stagioni e passò dalle mezze maniche al capotto. Avrebbe voluto tornare a casa dolce casa, che non era assolutamente un albergo. Partì saltando i fossi per lungo ma non era più quello di una volta, e si rialzò fradicio: non è il caldo era l'umidità, pensò. Il signorotto andò quindi a teatro, lo spettacolo cominciò così bene che fu subito a metà dell'opera; i...

La Minuta #3

Immagine
Una pulzella di esile figura, indossando una rossa mantellina, nel bosco camminava senza paura, benché incombesse l’ora vespertina. Con il volto celato da un cappuccio Turbata non pareva da alcun cruccio Un cesto di cibo a sua nonna recava vecchiarda inferma, che già l’aspettava Ma tra le tenebre d’oscura selva Un grosso lupo attendeva in agguato Non aspettava che lei, quella belva, Che ben altri bimbi aveva ingoiato La fiera balzò di fronte alla piccina chiedendo “Chi sei tu, incauta piccolina?” E lei “Mi chiamano Cappuccetto Rosso!” E lui “Di te non rimarrà che un osso!” Ma un odore gli giunse noto al naso Dannazione, era sangue quel fetore! Quel mantello non era rosso a caso Lei ghignò e il lupo colse il proprio errore “Più d’una volta io fui già aggredita” Disse lei, con gaiezza ora svanita “Del sangue dei lupi ho il manto imporporato. Non hai più scampo ormai, verrai ammazzato.” E il lupo si voltò senza esitare Ma si arrestò, la coda era tirata da Cappuccetto, pronta a...