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La Minuta #17

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  Era appeso al cornicione da un po', a un'altezza in un certo senso apprezzabile, un’altezza di quelle che ti regalano il gusto dell'attesa. Per cinica precisione l’attesa che l'impatto con il terreno sottostante ti sparga un po' ovunque. L'uomo si era ben guardato dal chiedere aiuto, sarebbe stato socialmente un suicidio. Tuttavia qualche passante che aveva alzato lo sguardo al cielo per bestemmiare lo vide, la voce si sparse, non prima di venire depurata dalle bestemmie, e qualcuno, i meno cinici e indifferenti, decisero di dare una mano e aiutare. I meno intraprendenti invece scommisero su quanto sarebbe durato “l'uomo festone”, mentre quelli con maggior spirito imprenditoriale raccolsero le puntate dei primi. Qualcuno cercò la complicità di qualche abitante del palazzo per permettere ai curiosi di sporgersi per vedere più da vicino il malcapitato, previo pagamento di un modico biglietto. Fece in tempo a calare la sera e “l'uomo festone” tornò solo, ...

La Minuta #12

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  Era un figlio d'arte. Gangster il padre, gangster la madre, gangster pure il nonno che a fine carriera aveva preso dimora in un pilastro di cemento armato. Era l’ultimo rampollo di una famiglia che aveva costruito un impero su una dialettica a base di affermazioni forti: pugni, mazze e colpi di pistola.  Si era deciso ad avviare un pesante rebranding dell’attività: voleva abbandonare i metodi violenti e sanguinari. Odiava le armi da fuoco, troppo impersonali e rumorose a suo avviso,  rompevano l’intimità tra intimidatore ed intimidito; avrebbe preferito le armi bianche, ma come fare per gli schizzi di sangue, firmamento rosso sul candido volto delle sue camicie preferite? Non le avrebbe lavate. La dialettica uscì dal suo stesso concetto di metafora e divenne dialettica pura, concreta arma di persuasione. La prima cavia del nuovo metodo fu un allibratore, si era intascato dei soldi non suoi, ma nelle sue tasche i soldi, non suoi, non c’erano. Ecco che suo malgrado divenn...

La Minuta #11

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 L'amerindo e il vaccaro si fronteggiavano da diversi minuti, indiano contro cow-boy, a distanza canonica, sotto il sole cocente, cliché di ogni duello. Il primo puntava l'arco, freccia incoccata e corda tesa, con l'occhio in linea con il dardo, il secondo a canna spianata, dritta davanti a sè, scrutava l'indigeno da dietro il cane del fucile. Incuranti dell'ambiente circostante e l'ambiente circostante abbastanza menefreghista rispetto a loro. I muscoli  gemevano, protestavano per gli straordinari a cui erano sottoposti. Negli occhi sbarrati divampavano incendi appiccati dalla polvere della prateria. Gocce di sudore solleticavano la pelle dei volti. Poi il lampo del magnesio. I due, stanchi ed esasperati, si voltarono d'intesa verso il fotografo e gli praticarono due nuovi fori sul cappello.

La Minuta #10

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Una giovane principessa giocava felice tra i prati, distese verdi costellate di fiori sotto un cielo azzurro del colore del mare. Tra un gioco e l'altro incappò in un principe che la convinse a giocare con lei. La principessa sulle prime fu molto felice, il principe era proprio carino, ma poi di gioco in gioco il principe mutò atteggiamento e lei ne fu molto spaventata, tanto che alla prima occasione fuggì singhiozzante versando lacrime che, scintillando alla luce della luna, sembravano stelle cadenti. Corse una notte intera, tra prati e boschi, e all'alba, ancora scossa, incappò in un orco. La bambina si fermò atterrita ma l'orco non fece e non disse nulla, la guardò dritta negli occhi e la sua espressione si fece triste. Rincuorata dall'empatia, tra un pianto e un singhiozzo, la principessa raccontò la sua storia, stando sempre a debita distanza. Parola dopo parola la paura divenne rabbia e la rabbia divenne tristezza, immancabile arrivò la stanchezza. Finito il racco...

La Minuta #8

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L'uomo osservò l'albero: alto, ritto e imponente, lo sovrastava beffardo; da ore il boscaiolo tentava di abbatterlo per farlo suo, da ore l'albero non faceva una piega e se ne stava immoto e noncurante, forsanche un po' scazzato. L'uomo osservò l'albero con maggiore forza e intensità, l'albero non se ne accorse. L'uomo si mise quindi a pregare il dio dei cristiani, l'albero si dimostrò particolarmente ateo. Passò di là un viandante che derise l'uomo: era evidente che stava sbagliando preghiera e si offrì di insegnargliela. L'uomo pregò allora al modo del viandante, ma l'albero rimase dritto e fermo. In compenso rannuvolò e il viandante, impaurito dal maltempo, si affrettò a proseguire nel suo percorso, pregando sentitamente alla sua maniera di arrivare a casa prima che iniziasse a piovere. L'uomo continuò quindi a pregare da solo finché sopravvenne la stanchezza e si addormentò molto profondamente. Era esausto, e non si svegliò quand...

La Minuta #5

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Il mare di notte era scosso e turbolento, le onde sembravano montagne. Il pescatore le osservò dal bassoverso l'alto ammirandone le cime imbiancate, poi sputò sulla banchina fradicia del porto. A carponi si calò sul pontile e poi nel peschereccio, e prese il mare. Il borbottío del motore della barca si perse nel frastuono della risacca, il battello si inerpicava tra un flutto e l'altro. Il pescatore sputò, arrampicandosi onda dopo onda. Le montagne pian piano divennero colline e poi increspature, il peschereccio raggiunse la quiete, il pescatore sputò. E gettò le reti.