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La Minuta #17

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  Era appeso al cornicione da un po', a un'altezza in un certo senso apprezzabile, un’altezza di quelle che ti regalano il gusto dell'attesa. Per cinica precisione l’attesa che l'impatto con il terreno sottostante ti sparga un po' ovunque. L'uomo si era ben guardato dal chiedere aiuto, sarebbe stato socialmente un suicidio. Tuttavia qualche passante che aveva alzato lo sguardo al cielo per bestemmiare lo vide, la voce si sparse, non prima di venire depurata dalle bestemmie, e qualcuno, i meno cinici e indifferenti, decisero di dare una mano e aiutare. I meno intraprendenti invece scommisero su quanto sarebbe durato “l'uomo festone”, mentre quelli con maggior spirito imprenditoriale raccolsero le puntate dei primi. Qualcuno cercò la complicità di qualche abitante del palazzo per permettere ai curiosi di sporgersi per vedere più da vicino il malcapitato, previo pagamento di un modico biglietto. Fece in tempo a calare la sera e “l'uomo festone” tornò solo, ...

La Minuta #16

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  Era tutto nato da un'emicrania di lei. Si lamentava di "un cerchio alla testa", e lui sentì l'impellenza di risolvere il problema. E pensò bene di “squadrarle” il cranio con una morsa da falegname. Poi venne quell'altro tizio, affamato, che sentiva un profondo "buco allo stomaco". E lui glielo sistemò per bene:  tappò il buco piantandogli un ciocco di legno nella pancia. Infine ci fu quel tizio col cuore spezzato. Una siringata di colla in mezzo al petto pose fine alla sua sofferenza, in un certo senso. Si sparse la voce e gli onesti e devoti cittadini protestarono: che si trovasse una soluzione al problema dell’omicida letterale, perdindirindina!  L'ispettore incaricato di catturarlo non riusciva a cavare un ragno dal buco, così il killer gli spedì cento tarantole, in assoluto tra le più velenose. Il caso, per l’ispettore, continuava però a essere un tarlo nel cervello. Fu la svolta: l’omicida gli si presentò davanti pronto a riempirgli il cranio ...

La Minuta #14

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Il giovane Ghianda si infilò indomito un dito nel naso alla ricerca di un pensiero perduto. Ma dopo molto cercare ne estrasse solo un piccolo appiccicoso incubo verde.  

La Minuta #12

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  Era un figlio d'arte. Gangster il padre, gangster la madre, gangster pure il nonno che a fine carriera aveva preso dimora in un pilastro di cemento armato. Era l’ultimo rampollo di una famiglia che aveva costruito un impero su una dialettica a base di affermazioni forti: pugni, mazze e colpi di pistola.  Si era deciso ad avviare un pesante rebranding dell’attività: voleva abbandonare i metodi violenti e sanguinari. Odiava le armi da fuoco, troppo impersonali e rumorose a suo avviso,  rompevano l’intimità tra intimidatore ed intimidito; avrebbe preferito le armi bianche, ma come fare per gli schizzi di sangue, firmamento rosso sul candido volto delle sue camicie preferite? Non le avrebbe lavate. La dialettica uscì dal suo stesso concetto di metafora e divenne dialettica pura, concreta arma di persuasione. La prima cavia del nuovo metodo fu un allibratore, si era intascato dei soldi non suoi, ma nelle sue tasche i soldi, non suoi, non c’erano. Ecco che suo malgrado divenn...

La Minuta #10

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Una giovane principessa giocava felice tra i prati, distese verdi costellate di fiori sotto un cielo azzurro del colore del mare. Tra un gioco e l'altro incappò in un principe che la convinse a giocare con lei. La principessa sulle prime fu molto felice, il principe era proprio carino, ma poi di gioco in gioco il principe mutò atteggiamento e lei ne fu molto spaventata, tanto che alla prima occasione fuggì singhiozzante versando lacrime che, scintillando alla luce della luna, sembravano stelle cadenti. Corse una notte intera, tra prati e boschi, e all'alba, ancora scossa, incappò in un orco. La bambina si fermò atterrita ma l'orco non fece e non disse nulla, la guardò dritta negli occhi e la sua espressione si fece triste. Rincuorata dall'empatia, tra un pianto e un singhiozzo, la principessa raccontò la sua storia, stando sempre a debita distanza. Parola dopo parola la paura divenne rabbia e la rabbia divenne tristezza, immancabile arrivò la stanchezza. Finito il racco...

La Minuta #9

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Il narratore aveva ricevuto in dono un aneddoto da un'altra persona, o dalla vita, poco importa. Era un aneddoto come pochi, colorato da toni cupi e  catastrofici che mutavano diventando poi allegri e solari, alla prima annusata profumava di tensione, di luoghi chiusi e anche un poco di merda, ma dandogli tempo esplodeva in uno sbuffo di autoironia e lieto fine. Portandolo all'orecchio si sentiva un crescendo di archi e ottoni che culminava poi in assolo concitato di batteria, per finire nella spensierata strimpellata di un banjo. A tirarlo fuori così, al momento giusto e per un soldo, il narratore ci avrebbe vissuto per un bel pezzo. Ma decise di giocarsela diversamente. Lo nutrì per bene, l'aneddoto crebbe, prima lentamente e poi un po’ più veloce, al ritmo di un pettegolezzo sussurrato divenne, in men che non si dica, un'epopea. Il narratore lo analizzò da più angolazioni, si rese conto che ora era troppo grande, ed era divenuto informe. Lo mise a dieta, l'epopea...

La Minuta #7

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Guardò sereno la riva cullato dall'acqua, scorreva veloce. Una moltitudine di persone lo osservava rumorosa. Pur sforzandosi non capiva cosa dicessero, e scoppiò in una risata fragorosa al gusto di pazzia incipiente. Un paio di ore prima il matematico stava rincorrendo, forte della disperazione, uno sfuggente foglio di carta animato da un vento malevolo. Il cuore gli batteva come una grancassa e le gocce di sudore lo accecavano, l'aria che inspirava non bastava a placare la sua sete di ossigeno.Ma aveva continuato imperterrito nell'impresa di recuperare il foglio, quel dannato. Aveva anche creduto di morire un paio di volte, dannati i camion e le anziane signore con un ombrello. Un'ora prima, il foglio su cui era scritta l'Equazione Universale, la pietra filosofale delle formule, la soluzione a tutti i problemi, si era fermato a riposare sul marciapiede di un ponte monumentale. Il matematico si era proteso in uno slancio alimentato a speranza solo per vederlo scat...